Proprietà intellettuale in ambiente digitale

IL CONTRIBUTO DELL' INDUSTRIA CULTURALE ITALIANA

Tra le principali barriere alla costruzione di un adeguato e-content market, c’è il fenomeno della pirateria digitale che costituisce il principale ostacolo al rilancio dell’industria culturale e un freno all’innovazione e alla creatività nel nostro Paese. Oggi, e con un trend sempre più crescente, l’accesso ai contenuti illegali di tutti i settori (film, musica, libri, software, giornali, videogame, ecc.) avviene proprio attraverso siti web esclusivamente dedicati alla pirateria/contraffazione. Le ultime ricerche confermano come l’Italia abbia tassi di pirateria elevatissimi con forti ripercussioni in termini di economia del lavoro. Tale situazione è “certificata” ogni anno dal report elaborato dal Governo USA (c.d. Special 301 Report) nel quale vengono mappati i livelli di pirateria/contraffazione nel mondo. L'Italia è, da tempo, nella c.d. Watch List dei Paesi con i più alti tassi di illegalità a causa di inadeguate politiche di contrasto alle violazioni della proprietà intellettuale su internet .

http://www.ustr.gov/sites/default/files/2012%20Special%20301%20Report_0.pdf

Affinché l’economia digitale decolli, è necessario quindi reprimere alla radice le condotte illegali e disincentivare i comportamenti illeciti. Non si tratta di comprimere le libertà digitali, censurare gli utenti e limitarne la privacy, bensì bloccare l’illegalità diffusa per riuscire ad aiutare il mercato legittimo. L’obiettivo primario è quindi di inibire repentinamente quelle piattaforme web transnazionali interamente pirata che, distruggendo la catena del valore della creazione artistica ed editoriale, colpiscono al cuore l’intera filiera industriale.

I produttori di contenuti sono in prima linea per sviluppare un mercato digitale delle opere dell’ingegno e per agevolare la fruizione e l’accesso a contenuti culturali sul web. Per fare questo, servono però regole chiare ed una cornice di norme efficaci. Se è vero che i prestatori di servizi su internet non devono fare controllo preventivo, è altrettanto vero che – una volta a conoscenza degli illeciti – debbano intervenire tempestivamente per far porre termine alla violazione (Direttiva 2000/31/CE). Riteniamo pertanto necessario una maggiore cooperazione da parte degli operatori di internet per dissuadere i consumatori dai comportamenti abusivi e illegittimi. Sono orami imprescindibili da parte dgli ISPs e motori di ricerca delle pratiche per agevolare la rimozione dei contenuti online illegalmente caricati e bloccare le piattaforme web integralmente pirata. I fornitori di servizi online e i c.d. search engines devono quindi porre in essere policies di contrasto alla pirateria e all’utilizzo abusivo di contenuti protetti dal diritto d’autore. In particolare, i motori di ricerca dovrebbero eliminare dall’indicizzazione dei siti le pagine web attraverso cui si accede a contenuti illegali. Su questo fronte, i titolari dei diritti sono disponibili a collaborare per fornire supporto nell'identificazione dei portali illeciti.

Sarebbe infine opportuno un piano di media education con delle campagne di sensibilizzazione dell’utenza per richiamare l’attenzione su un uso corretto e responsabile delle reti digitali.

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Idea No. 118