Competenze digitali

Extended School

OBIETTIVO GENERALE

Estendere il tempo e lo spazio-scuola per trasformarla in un centro di aggregazione sociale, di produzione culturale e di offerta di servizi sul territorio. Inoltre, rendere disponibili le infrastrutture tecnologiche delle scuole al di fuori degli orari di lezione per fornire dei servizi al territorio giustifica e valorizza gli investimenti sugli istituti scolastici.

OBIETTIVI OPERATIVI

A fronte degli ingenti investimenti e del forte impegno che la realizzazione di una Scuola Digitale richiede, quest’ultima deve necessariamente restituire un servizio importante alla comunità. È dunque fondamentale che Amministrazioni Pubbliche centrali e locali, imprese e realtà territoriali sviluppino congiuntamente un modello di percorso condiviso che converga sulla scuola come nodo centrale per lo sviluppo di professionalità, sostenibilità ambientale ed economica. In particolare si può pensare a una programmazione di sviluppo economico a medio e lungo termine, fondato sulle risorse del territorio e sullo sfruttamento di queste per la creazione di lavoro e di coscienza civile.

In uno scenario di questo tipo, il ruolo delle scuole risulta centrale nella creazione di conoscenza e consapevolezza (primarie e secondarie di I grado) e di figure professionali nei settori in cui si vuole investire (secondarie di II grado).

 

In effetti, la scuola, per la sua presenza capillare sul territorio, per le competenze esistenti al suo interno, per le infrastrutture di cui è dotata o potrebbe dotarsi, può essere il fattore principale di contrasto alle nuove forme di emarginazione. Ci sono già esperienze di apertura delle scuole al territorio per attivare forme di alfabetizzazione digitale degli adulti che hanno visto come protagonisti studenti e insegnanti e che dimostrano di avere anche effetti molto positivi sul coinvolgimento degli studenti nelle attività didattiche ordinarie. Si tratta di estendere queste esperienze anche attraverso forme di partnership con altre istituzioni locali.

Infine alcune scuole superiori dotate di infrastrutture adeguate e competenze professionali potrebbero costituire poli di formazione che, in raccordo con regioni, enti locali, associazioni di imprese e sindacati potrebbero contribuire alla realizzazione di piani di formazione per la forza lavoro di settori in crisi e per i disoccupati in modo da favorire il (re)ingresso nel mondo del lavoro.

 

Le scuole digitali possono riappropriarsi del ruolo di centri di aggregazione sociale e culturale sul territorio, promuovendo, attraverso l’uso delle tecnologie e del Web, l’investimento in capitale sociale e umano, rimanendo aperte anche di pomeriggio e sera e funzionando come:

● poli di aggregazione sociale e di servizi sul territorio, aperto alle famiglie e più in genere ai cittadini, dove docenti e studenti si incontrano per attività di intrattenimento, sensibilizzazione e formazione sull’uso delle tecnologie e sui temi dello sviluppo sostenibile;

● centri di democrazia diretta, stile Agenda 21 (bilanci partecipativi, programmazione condivisa), in collaborazione con i Comuni (ANCI) per lo studio e la soluzione dei problemi e delle criticità del territorio, nonché per la valorizzazione delle eccellenze e delle buone pratiche;

● spazi di sviluppo di percorsi di volontariato per i propri studenti;

● poli di integrazione inter/multi-culturale, in sinergia con le reti civiche delle biblioteche e con i CTP (Centri Territoriali Permanenti);

● centri specializzati per affrontare le specificità legate alle disabilità e ai DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento);

● centri di sperimentazione di tecnologie e di percorsi curricolari, in collaborazione con Università, Enti Locali, imprese ed organizzazioni sul territorio, finalizzate a rispondere alle esigenze di specifiche competenze professionali;

● poli di inserimento lavorativo, in collaborazione con i centri territoriali per l’impiego, gli Enti Locali e le realtà imprenditoriali/commerciali (percorsi di apprendistato, impresa formativa simulata, tirocini, Alternanza Scuola Lavoro, Programma settoriale Leonardo da Vinci e Programma per l'Apprendimento Permanente del Parlamento Europeo);

● centri di controllo sociale, mappatura del territorio, educazione alla sostenibilità ambientale e sociale.

 

TARGET/SETTORI DI INTERVENTO

● Giovani appartenenti a famiglie in condizioni economico-sociali svantaggiate

● Inoccupati

● Disoccupati

● Immigrati

● Anziani

● Disabili

● Casalinghe e casalinghi

 

AZIONI

Sostegno alle scuole per una apertura in orario extra-scolastico al fine di attivare le seguenti aree di intervento.

Iniziative volte alla riduzione del digital-divide

Apertura delle scuole in orario extra-scolastico a fasce della popolazione che sono o rischiano di rimanere escluse dall’ accesso a strumentazioni tecnologiche e alla Rete.

 

Formazione di base - Accesso ed educazione all’uso della Rete

Attività di formazione all’uso delle tecnologie e della Rete per:

● gli studenti e gli adolescenti di famiglie a basso reddito;

● gli anziani;

● gli immigrati;

● le fasce di popolazione a basso reddito.

Potrebbe risultare molto proficuo affidare l’attività di formazione di base a studenti del triennio del II grado, su base volontaria e modificando eventualmente il sistema di crediti formativi-scolastici.

 

Formazione avanzata e re-skilling

● Attivazione, da parte delle scuole tecniche e professionali, in accordo con EE.LL., associazioni di imprese e sindacati, di piani di formazione per lavoratori di settori in crisi e disoccupati.

 

Centri locali per l’impiego - Sportello scuola/territorio - Incubatore sociale di impresa

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Idea No. 103