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Software Libero

La posizione italiana sui principi fondamentali di Internet è bellissima. Di seguito proponiamo, argomentando, che queste bellissime parole sono vere e totalmente realizzabili alla condizione che per Internet e in Internet si usi esclusivamente il software libero.

 

EMENDAMENTO 1:

Aggiungere nuovo punto dopo "Internet bene comune": Software esclusivamente libero

 

●Considerata la natura del software, di patrimonio dell'umanità in quanto conoscenza collettiva, e di strumento necessario e fondante per l'esistenza di Internet.

 

●Considerando che solo con la possibilità di conoscere tutti i dettagli di ogni implementazione dei protocolli e specifiche descritte nel paragrafo “Internet bene comune” si abbia la garanzia che tali implementazioni rispettino pienamente i protocolli e specifiche fondanti per l'esistenza di Internet di cui questo documento tratta l'importanza per l'umanità declinata nella posizione italiana.

 

●Considerando che solo con la piena possibilità di modificare o far modificare o redistribuire il software si possa garantire l'indipendenza di Internet da ogni attore come espresso nel presente documento.

 

●Considerando che solo il software libero garantisce queste proprietà, si stabilisce che tutto il software che interagisce con la rete Internet, deve essere libero, per la salvaguardia della stessa rete Internet, patrimonio dell'umanità. Con questa dichiarazione si intende che anche il codice degli stessi servizi Internet deve poter essere richiesto ed ispezionato dai fruitori di tali servizi (richiamando le condizioni della licenza AGPLv3)

 

EMENDAMENTO 2:

Estensione ad accesso e riutilizzo dei dati del settore pubblico

 

●Al punto: “I dati prodotti e gestiti dalle istituzioni pubbliche sono condivisi con i cittadini, fatti salvi interessi prevalenti da individuare”

 

●Aggiungere che “Tali interessi prevalenti devono essere votati da comitati etici aperti e includono domanda/offerta (v. sotto)

 

EMENDAMENTO 3:

Accorpare punti c. e d. con premessa e sottoparagrafi

 

●I punti c. “utenti in quanto consumatori di servizi in Internet” e d. “produzione e circolazione dei contenuti” da accorpare in:

 

●Gli utenti sono i protagonisti di Internet

 

Nel Web 2.0 gli utenti sono detti “prosumer”, creatori del valore di cui essi stessi fruiscono. Ad essi è dovuto il massimo rispetto e coinvolgimento nella presa di decisioni. Ciò può avvenire attraverso la consultazione delle RETI di associazioni indipendenti che aggreghino la domanda, l'offerta ed esperti autorevoli del ramo. Queste sedi, cosiddetti “comitati etici”, devono essere:

 

*

Aperti a tutti coloro vogliano partecipare come soggetto collettivo (associazione, rete di associazioni,aziende, …)

*

Pienamente attinenti alla stessa carta dei principi fondamentali di Internet, tranne che per i punti eventualmente messi in discussione

 

La necessità di essere soggetto collettivo risiede: * nella necessità di solidarietà e conoscenza tra le persone e * nel fatto che queste reti di soggetti indipendenti definiscono chiaramente dei criteri ai quali tutti i soggetti partecipanti afferiscono. Ciò rende possibile il cambiamento perché non ci si ferma sull'opinione di un singolo, ma sull'opinione di un singolo o di molti, condivisa con molti.

 

Il contenuto precedente è da suddividere in 2 sottoparagrafi:

 

*

Produttori di valore per la rete

*

Fruitori dei servizi in rete

 

●Per il concetto di comitato etico funzionale ad evolvere i principi di questa stessa carta nel tempo (avvicinamento aperto di chi fa Internet, con chi ne fruisce, come fatto con questa piattaforma ideascale che è bella, ma proprietaria e quindi non rispetta i criteri che si propone di mettere in discussione)

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Idea No. 17