Modello decisionale trasparente con il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse (“stakeholder”)

processo multistakeholder: come renderlo ottimale?

La governance di Internet è trasparente (i processi decisionali avvengono pubblicamente) e flessibile (vale a dire in grado di adattarsi alle esigenze,in continua evoluzione, del contesto globale), e si avvale degli strumenti della cooperazione internazionale. Tutti i portatori di interesse (“stakeholder”) sono coinvolti in condizione di parità nella definizione delle politiche pubbliche, dell’assetto di governance e degli standard, sul modello tripartito (governi e istituzioni pubbliche, settore privato, società civile) inaugurato dal Summit Mondiale della Società dell’Informazione (2003-2005) e perfezionato dall’Internet Governance Forum delle Nazioni Unite (a partire dal 2006). In particolare, coloro che costruiscono dal basso e usano Internet (in altre parole, gli utenti e gli sviluppatori) sono al centro del policy-making.

Va però detto che il processo multi-stakeholder, è ancora nelle sue fasi iniziali e che pertanto va migliorato. Per quanto riguarda, per esempio, i meccanismi di partecipazione, va detto che il diritto alla partecipazione e il carattere aperto proprie del processo multi-stakeholder non garantiscono per se l’effettiva partecipazione degli attori rilevanti per il processo. Spesso infatti, La partecipazione e la condivisione sembrano essere diventati fine a se stessi. Questo processo è definito da alcuni osservatori, un “new partecipatoryevangelism” (IGP, 2009) e sembra però offrire più opportunità di pura partecipazione che una concreta disponibilità ad influenzare le decisioni. C’èinfattiunasignificativadifferenzatramaking your views known and making your views count. E’ questa un’area in cui il processo multi-stakeholder deve migliorare attraverso la definizione di meccanismi che rendano più effettiva la partecipazione alle decisioni. Analoghe considerazioni possono essere fatte per quanto riguarda la trasparenza del processo, i problemi di cattura da parte di stake-holder particolarmente forti nella rappresentanza ( paesi in via di sviluppo nell’IGF e nel GAC, imprese USA nel settore privato, etc) che richiedono quindi una corretta azione di mutua vigilanza. Inoltre, poiché molto spesso le entità multi-stakeholder sono auto-organizzate mancano di legittimazione, rispetto e potere persuasivo e devono perciò costruire la propria legittimazione solo a posteriori.

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