Internet bene comune

evitiamo la tragedy of the commons

I protocolli di Internet sono bene comune inalienabile, a garanzia della sopravvivenza stessa della rete. Essi rimangono a disposizione dei diversi attori che operano in Internet, siano essi società civile, imprese, o istituzioni pubbliche. Inoltre, dati, informazioni, contenuti ed esperienze presenti in rete e sulle piattaforme ivi ospitate rappresentano una risorsa comune in formato digitale che, ampliando l’offerta culturale e le possibilità di condivisione di conoscenza, arricchisce la collettività e favorisce il progresso sociale ed economico. A nessun individuo o gruppo può essere impedito, in modo diretto o indiretto, di accedere ai contenuti pubblici disponibili in rete.

La natura di bene comune di Internet non implica che non ci debbano essere regole che ne governino la gestione. Infatti, come sostenuto da Garrett Hardin (1968), che fu il primo a parlare di tragedia dei beni comuni (commons), come distruzione delle risorse comuni, l’unico modo per scongiurare la fine dei commons è quello di “manage the commons” cioè di creare regole che permettano di gestire le risorse comuni (Hardin 1998).

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Idea No. 146