Infrastrutture di interesse nazionale

Protezione delle Infrastrutture di interesse nazionale

Ogni Paese deve essere libero di tutelare le proprie infrastrutture critiche all'interno dei suoi confini. Spetta al singolo Stato studiare come relazionarsi con gli altri Paesi ed eventualmente siglare accordi ad hoc per la protezione delle proprie infrastrutture.

 

Internet ha assunto un ruolo fondamentale nella vita moderna andando a modificare le abitudini di cittadini, aziende e pubblica amministrazione.

L’ampliarsi della diffusione delle reti informatiche e della tecnologia ha dato vita alla creazione di tutta una serie di servizi online che vanno dalla vendita al dettaglio, alla interazione con la Pubblica Amministrazione, fino alla comunicazione più elementare, andando a sostituire persino il telefono (es. social network, VOIP, etc. etc.).

Soprattutto questa caratteristica ha creato forti tensioni fra Paesi più inclini ad un controllo nazionale della rete e Paesi maggiormente orientati ad una rete “senza vincoli frontalieri”.

La prima posizione è espressa solitamente da regimi totalitari che vedono nella rete una minaccia direttamente rivolta alla propria egemonia politica ed economica all’interno del proprio Stato. La seconda posizione è maggiormente sostenuta da Paesi fortemente liberali e convinti che la libertà di espressione sia necessaria per un aumento della democrazia a livello mondiale e sia anche una forte leva per sviluppare il libero mercato.

Se da un punto di vista prettamente sociale si può convenire che la seconda posizione sia più affine al nostro DNA di popolo democratico, è anche vero che una estrema libertà, senza alcuna forma di coordinamento potrebbe rivoltarsi contro la stessa idea e concetto di democrazia a noi tanto cari.

La mancanza di regolamentazione potrebbe portare a ledere diritti di soggetti più deboli (es. minori) o minacciare reti sensibili che costituiscono l’impalcatura critica di un ente sia esso uno Stato sia esso una azienda o altro (es. reti energetiche).

Tutti i Paesi dovrebbero riconoscere che vi sono principi che hanno bisogno di essere sanciti universalmente, attraverso regolamentazioni comuni o semplicemente attraverso un riconoscimento internazionale di concetti chiave, quali ad esempio la sicurezza delle infrastrutture di base di internet, la tutela dei minori, la libertà di espressione e comunicazione, l’interoperabilità e mobilità. Inoltre la definizione di un framework legale generalmente riconosciuto per regolamentare alcuni aspetti sensibili di Internet e l’utilizzo di una tassonomia comune, potrebbero consentire di ottenere risultati convincenti.

Altre tematiche, invece, è giusto che siano considerate di competenza nazionale in quanto prettamente legate ad interessi locali. Per quanto riguarda l’area internet è questo il caso delle infrastrutture critiche nazionali, il cui controllo sulla rete deve essere di completo dominio interno. Ogni Paese deve essere libero di tutelare le proprie infrastrutture critiche come meglio crede all’interno dei suoi confini. Spetta al singolo Stato poi analizzare quali interconnessioni vi possono essere con altri Paesi ed eventualmente siglare degli accordi ad hoc per la protezione dell’infrastruttura.

Tags

Voting

12 votes
Active
Idea No. 139