Neutralità della rete e architettura aperta

Obiezioni di Internet Society (Europa) alla proposta ETNO

Ci auguriamo sia riconsiderata la proposta ETNO e di lavorare tutti insieme per far crescere Internet in modo aperto, basato sul mercato, con modello multi-stakeholder.

 

1. La partecipazione multi-stakeholder in Europa:

Riteniamo che la governance di Internet in generale e la posizione europea nel WCIT di ITU, in particolare, dovrebbe essere basata sul modello multi-stakeholder di consultazione e decisionale. In molti contesti (IGF, EuroDIG, ICANN, ecc), i membri ETNO hanno sostenuto il modello multi-stakeholder, ed è nel migliore interesse di tutta la comunità Internet europea, se tutte le parti interessate seguiranno e continuaranno a sviluppare questo modello.

 

2. Il campo di applicazione dei regolamenti di telecomunicazione internazionali:

Gli ITR regolano i rapporti tra i governi. Accordi commerciali tra gli operatori sono al di là del campo di applicazione degli ITR. Il riferimentio agli 'operatori' tende a minare questa distinzione di base. Al contrario, vogliamo mantenere questa distinzione, e in particolare garantire che gli ITR - ITU restino neutrali rispetto alle responsabilità politiche di regolamentazione e della concorrenza delle autorità pubbliche, in particolare quelle derivanti dal trattato UE.

 

3. Neutralità della rete:

senza rivedere qui tutte le argomentazioni sulla neutralità della rete, crediamo che i concetti della proposta ETNO correlate a "accordi commerciali con qualità differenziata di erogazione del servizio" siano in contrasto con i principi di una rete Internet aperta. In particolare, come molti capitoli europei della Internet Society hanno sottolineato nel corso degli anni, gli operatori di rete - come la maggior parte dei membri ETNO - non dovrebbero avere il potere, commerciale o tecnico, di discriminare tra i pacchetti IP inviati o ricevuti dagli utenti. Le conseguenze commerciali del modello ETNO potrebbero minacciare la qualità della fornitura "best effort" e creare incentivi controproducenti verso definizioni selettive e di 'giardino recintato' dei servizi IP. Questa non sarebbe più una Internet aperta come oggi viene apprezzata da tutti gli utenti.

 

4. "Chi invia sulla rete paga":

Questo concetto apparentemente è stato ripreso dal telecomunicazioni tradizionali, mentre l’Internet funziona su principi diversi. Per motivi che sono stati ampiamente spiegati altrove, questo approccio non funzionerà, e quindi non dovrebbe essere supportato.

Siamo particolarmente preoccupati del fatto che 'chi invia sulla rete debba pagare' in pratica si creerebbe una discriminazione nei confronti di molti piccoli fornitori di servizi, e nuovi operatori.

 

5. Considerazioni economiche, 'equo compenso' e investimenti nella banda larga:

L'industria europea delle telecomunicazioni sapeva da più di 20 anni che il mercato si sarebbe progressivamente liberalizzato, e da più di un decennio che il traffico IP convergente sarebbe andato a prevalere attraverso Internet, come già avviene .

Si osserva inoltre che molti paesi stanno raggiungendo livelli più elevati di penetrazione della banda larga, in modo più rapido, senza ricorrere a "nuovi modelli di business", ma assicurando un quadro giuridico liberale, senza licenza o la registrazione per gli ISP.

Inoltre, gli ISP e gli operatori di telecomunicazione già addebitano ai clienti importi significativi per la connessione a Internet.

In particolare, non crediamo che gli ITR - ITU, che regolano i rapporti tra le autorità pubbliche, debbano estendersi ai rapporti commerciali tra gli operatori.

 

Stiamo partecipando attivamente ai processi nazionali WCIT preparatori in tutta la regione europea, sapendo che i nostri governi, che noi rispettiamo, sosterranno posizioni coerenti con lo sviluppo di Internet aperto ed inclusivo, coerentemente ad un quadro giuridico liberale.

 

A questo proposito, non crediamo che l'impatto delle proposte ETNO sulla comunità globale di Internet sia stato ben valutato sotto il profilo tecnico, commerciale, o di prospettive di sviluppo.

 

Infine riteniamo che l'inclusione delle regole di interconnessione per i fornitori di infrastrutture in un trattato internazionale non sia un modo costruttivo di fare innovazione e si corre il serio rischio di frammentare Internet.

 

 

Questa proposta è stata inviata al Presidente ETNO Luigi Gambardella, firmata e approvata dai seguenti capitoli della Società Internet in Europa:

Internet Society Belgio, Internet Society Italia, Internet Society Romania, Internet Society Bulgaria, Internet Society Slovenia, Internet Society Lussemburgo, Internet Society Finlandia , Internet Society Germania, Internet Society Olanda , Internet Society Polonia, Internet Society Svezia, Internet Society Spagna, IInternet Society Francia

 

Vedi http://www.isoc-ecc.org/?p=413

 

I capitoli di Internet Society sono organizzazioni interessate ad un Internet aperto ed inclusivo. I membri dei capitoli europei della Internet Society sono spesso clienti dei membri di ETNO.

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