Internet strumento per lo sviluppo e l'esercizio dei diritti umani

Internet/web come stato a se stante

Forse questa non è la sessione adatta, ma forse neanche c'è la sessione adatta per una tale proposta, proposta che forse risulterà più provocatoria che costruttiva, ma farò il possibile per renderla un effettivo punto di sviluppo utile.

 

Premetto anche che non sò molto di diritto internazionale, anzi proprio nulla, di diritto in generale.

 

In altre sessioni è spesso sorto il discorso che non possiamo dare per scontato di pensare solo al nostro stato democratico e libero e che quidni privacy e censura son praticamente intoccabili come argomenti, perchè si basano sulla fiducia allo stato.

 

Dall'altro canto si sente anche parlare del "popolo di internet", e ancora in molte utopie si pensa al mondo come ad un'unico stato. Da qui può nascere, magari in modo fantasiozo l'idea di fare questo fantomatico stato.

Proseguendo però viene da chiedersi se questa idea ha un senso oppure no.

NB: invito a chi è interessato alla sola parte seria di saltare direttamente al punto constrassegnato da asterischi (******) verso la fine

Ecco alcune mie argomentazioni:

-Il web/internet ora come ora non si può considerare un luogo fisico mà sicuramente non è difficile tralasciare parte del mondo reale e parte di quello virtuale (magari sviluppando la parte presa ad hoc) e individuare una rigorosa correlazione di equivalenza (isoformismo) fra le due entità. Ciò dovrebbe equiparare legalmente l'entità fisica alla sua corrispondente vituale, ma soprattutto permetterebbe di considerci tutti, se già non lo facciamo di nostro come abitanti di gaia, utilizzatori dello stesso spazio. Quel che sto cercando di dire è che in fin dei conti anche se non siamo sullo stesso suolo fisico quando stiamo interagendo per vie virtuali ci troviamo ad interagire, in un certo senso, anche sullo stesso luogo fisico.

-Il "popolo di internet" accomuna persone che hanno in comune una parte della loro cultura, quella digitale di partecipanti attivi (web 2.0)

-Esistono già regolamentazioni internazioni contenenti leggi condivise fra più stati

-Esitono anche luoghi fisici in cui valgono regole sovranazzionali (se non erro mari, oceani, forse l'antartide)

-Ormai le distanze fisiche non sono più bariere culturi/sociali insormontabili (seuppure di indubbia rilevanza) e son forse destinate ad affievolirsi, fino a rendere le regioni di suddivizione del mondo in base alla cultura indipendenti dalle suddivizioni fisiche,(e anche da quelle governative attuali), forse ci vorrà anche un millennio, ma probabile accadrà

-La definizione di stato (quella da manuale per interderci: lo stato è ...) e quella degli stati (qui c'è la francia, la la germania), è avvenuta in tempo non percepenti le possibilità socio culturali dei media moderni e della connettività virtuale (nel senso di non fisica)

-Per quanto riguarda tutti gli aspetti non fisici della vita umana, questi si possono svolgere quasi interamente via internet

-L'evoluzione degli stati, nel senso di confini geografici, annessione etc, è storicamente non proprio indolore, normalmente ci van di mezzo guerre, ribellioni, invasioni etc ... Se la concquista si limitasse ad essere un portare l'altra persona non dentro un certo spazio fisico, ma bensi uno virtuale (dall'insieme delle persone con una certa filosofia all'insieme delle persone con la mia filosofia), forse tali

-Gli interessi delle persone appartenenti a questo stato virtuale sono trasversali a quelli di un singolo stato o organizzazzione

 

Per cui, perchè non concedere lo status di stato ad internet? in tal modo si potrebbe autogovernare tenendo conto delle sue particolarità e adattarsi più dinamicamente agli sviluppi socio-culturali del mondo.

Perchè non elimanre i confini politici dal mondo fisico ed eventualmente spostarli sul mondo virtuale ? (con calma col passare dei secoli magari, ma intanto in quella direzione), perchè non intendere stato un insieme di persone culturalmente vicine? o socialmente, o politicamente etc... poi te che il tuo fruttivendolo sia di un altro stato, poco te ne frega.

******

Tralasciando la provocazione di rendorlo uno stato a tutti gli effetti, penso che il punto principale sia che dovrebbe essere regolamentato come una sorta di stato virtuale, con la "sua" popolazione che, pur sottostando ai regolamenti internazioni, si autogoverna e in caso di pone di fronte agli altri stati anche alla pari.

Se avete saltato le pazze considerazioni di qui sopra leggetevi almeno l'ultima parte, son elucubrazioni ma magari danno spunti savi.

 

Vorrei precisare per concludere che scrivo in tardissima serata e con poche possibilità di rileggere e migliorare il contenuto, mantengo però cosi grezzo ciò che scrivo non per mancanza di rispetto per questa iniziativa o chi perderà parte del suo tempo a leggere questo post, ma perhè son fin troppo memore di come il formalismo e la sua ricerca possano soffocare le idee, e credo che in questa iniziativa ci si possa permettere una idea grezza.

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Idea No. 106