Preambolo

Diritti fondamentali

Il documento su Internet Governance mi sembra affronti adeguatamente i vari profili che vengono in evidenza in merito alla libertà di Internet.

Il punto critico, tuttavia, credo si annidi piuttosto in un certo appiattimento delle questioni esaminate, tutte apparentemente di pari rilevanza, a scapito di una opportuna gradazione di valori.

Ad esempio, il riconoscimento dei diritti di singoli o di specifiche categorie (v. proprietà intellettuale o la tutela di altri interessi economici) deve certamente trovare adeguata collocazione nel documento, come espressione del principio di legalità. Ma, in questa virtuale scala di valori, su un gradino ancora superiore, dovrebbe trovare opportuno riconoscimento il diritto dell'intera collettività ad avvalersi di questo strumento, senza restrizioni discriminatorie ed in tutte le possibili concrete esplicazioni.

Mentre sul gradino più alto del podio, si dovrebbe giungere a conclamare il rispetto e la promozione dei diritti umani attraverso l'uso effettivo di Internet, vale a dire dei medesimi diritti dichiarati nella Carta delle Nazioni Unite e nella Convenzione europea.

A mio parere, solo l'inequivocabile proclamazione dei diritti umani come condizione essenziale dell'utilizzo e dello sviluppo di Internet potrà rappresentare il valido contrappeso verso artificiosi tentativi di governare Internet nell'interesse economico esclusivo di pochi ed a danno delle libertà di tutti gli altri.

Per questo suggerirei che il tema dei diritti umani, definiti anche "fondamentali" perchè primari, trovi adeguato spazio sia nel preambolo, sia come autonoma tematica fra le cinque suggerite (anzicchè essere ripreso in più punti del documento, quasi come un mero aspetto qualitativo della governance di Internet).

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Idea No. 112